Archivi autore: pino

mangiavo un bignè

non cerco mio padre l’ho detto mille volte alle ombre dei cipressi all’ape che sfugge i fiori sempre verdi a mia madre che l’addobba con tre garofani ogni sera lui preferiva il giallo l’ho visto stamattina maglioncino bianco pantaloni beige … Continua a leggere

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sogno e burattino

la morte l’ha dentro chi ne profila i passi l’ho imparato nel tempo che non c’è mai per tutto nell’ombra del vento che ci disegna l’ansia nel tutto a suo tempo che non è mai domani così mi godo il … Continua a leggere

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urla

come d’autunno tra gli ocra dei castagni così sul mare per ogni petalo che cade un urlo di silenzio

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Anjezë

La chiamano Madre perché ha avuto figli forse troppi per una vita sola forse pochi per traboccarle il cuore li accompagnava a sera soffermandosi al tramonto per abbracciarli al petto le parole sono pula si disperdono col vento lei parlava … Continua a leggere

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Buchi di ragno

Li chiamano sassi Come quelli sui sentieri che si prendono a calci come gli occhi tondi davanti alla dignità perduta come le mani schiaffeggiate dalla terra Li chiamano sassi buchi di ragno dove la vita era succhiata dalle mosche dove … Continua a leggere

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Sale

quando il passo è di neve le mani sono bocche che non sanno più parlare s’intrecciano con un seme stretto ai palmi o si alzano per morire su di un viso l’amore è un’altra cosa, soltanto un’altra cosa

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viticcio imbrunito

viticcio imbrunito di sere assolate tralicci lontani due bulli di legno la penna s’asciuga l’emozione s’attorciglia e un groppo alla gola ti prende per mano  

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Primula di marzo

l’attesa d’essere uomo finisce col vestito buono nell’odore di canfora dalle asole ai bottoni nel passo dei punti velato di novembre e una primula di marzo nel taschino

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Il bambino dal cappellino rosso

portava un cappellino rosso un orsacchiotto tra le mani e non ne ho mai saputo il nome passava con la mamma sorriso triste la chiamavo rideva sopra gli occhi le labbra screpolate qualche mese tra Le spine ti graffiano anche … Continua a leggere

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Un grano sulle ciglia

Non esiste modo, né peso – che finisca come il giorno s’acquieti con la notte fiorisca in primavera o s’accartocci a tardo autunno l’amore esiste al di là del tempo, due lucciole un grano sulle ciglia  

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Girasoli d’agosto ( dedicata a Bethany )

le anime fragili se ne vanno da sole spinte alle spalle da chi ha vuoti da rendere e striscia nel riso a cambiare la pelle almeno la morte ti guarda negli occhi e talvolta ha persino pietà chi lancia il … Continua a leggere

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Nel vestito stretto

eppure, mi basterebbe una goccia soltanto una goccia di cielo per dare un tetto al senso e se sarà tempesta sarò granaglia al vento dalla mano di maggese se sarà di sole sarà ombra d’estate in cui appassire ad ogni … Continua a leggere

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Alberta e il pettirosso

bastano le mani in tasca per far dell’uomo un ceppo tre briciole di pane sul balcone del giorno il senso  

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Ripostigli

case bianche, ordinate dove è facile arrendersi sulla parete, il televisore sembra coprire un buco nessuno lo ascolta ugnuno con le proprie voci in testa a fare a botte con il tempo wanda sfoglia un quaderno c’è un grappolo di … Continua a leggere

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si chiama Luigi

si chiama luigi parla poco e costruisce strade come i romani ha le mani dure sa fare la 0 con il bicchiere e scalpella pietre si fermò una settimana su di un fazzoletto di strada e teresa sorrideva sempre si … Continua a leggere

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sarà

lascia che si senta grande ogni parola che t’uccide colore che t’abbaglia ogni mano che si chiude sarà canto di cicala in mezzo a un fuoco d’ocra o vento sopra i tetti ad imboccare coppi sarà comunque inverno, e spunteranno … Continua a leggere

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e m’addormento accanto

come vento d’estate che scompiglia il grano, fiumano parole a vestire un sentimento nudo ma è in un silenzio che ne respiro il senso la paura si fa brezza l’incognito,semenza e m’addormento accanto

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Cardellini di sabbia

forse, è la paura d’ascoltare i tuoi silenzi che ti fa urlare così tanto d’azzittire un cardellino e solo per un poco di sentirti almeno Dio  

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Foglia d’ottobre

la paura di lasciarti sola è un vento freddo  che si alza, ogni tanto senza bussare mai come stasera seduto sul balcone ad ascoltare e mi rotola come foglia d’autunnopoi mi chiami e s’ammucchia

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Verso radure

non muore mai il desiderio di volare, neanche ad occhi chiusi, un sentiero, d’aghi di pino tra sogni sempre verdi e l’odore acro dell’incenso camminando, verso radure

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Tra le rive

non basta il vento a far del grano mare, nè figlio, dell’uomo padre ma basta questo viola a far degli occhi sabbia, a distiguerci dal cane

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In un angolo di sera ( a Santojanni )

senza vento che morde tra i rami sono i passi a ricordarmi terra – ed è inutile contare stelle per capire quanto è grande il cielo – ad occhi chiusi si disegna meglio  – come stasera cercando un po di … Continua a leggere

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Trimori

lo sguardo si abbassa qualche luce si spegne sotto lo schiaffo di una madre severa spigolando ricordi tra gocce che inaridiscono il cielo e arenarie sedute a guardare nella solitudine di promesse che sporcano come a Natale

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Granaglie

sono piccole cose che ammorbidiscono gli occhi granaglie che danzano al vagliare d’estate e ricadono vita senza farsi notare

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Lara

come un ramo d’ottobre seduto sulle foglie, avvolta in tulle aspettava di volare ma a capo chino è difficile guardare il sole e per me, di pensare a Dio Si combatte davanti al dolore si prega e si bestemmia se … Continua a leggere

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e non mi arrendo

è il tuo calore accanto che asciuga d’umido le sere,   l’unico colore che non teme buio l’ultima certezza prima di sognare,   e bruciano i pensieri   il tempo si fa terra l’emozione quiete   e non mi arrendo … Continua a leggere

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Odore di quiete

bastano briciole di terra per dare ali ad un soffione   l’odore accanto a me che dormi la quiete ad un sobbalzo,   non sempre correre è andare più lontano   di notte si riconoscono le stelle

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Come d’inverno sulla neve

talvolta,   quando è breve il passo tra ricordo e rimpianto   dagli occhi al mento si fa sentiero   come d’inverno sulla neve

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Il mondo in una mano

agli angoli di strada con il freddo per amico,   nelle gocce di una vita scivolate senza voglia   o in mezzo al mare a galleggiare tra due sogni e un Dio lontano   può starci un mondo nella mano … Continua a leggere

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Ombre a tratti

è solo indecenza il bianco e nero della tua “normalità” ombre a tratti nella voce strozzata di un colore a metà le parole al vento fanno del cielo un libro e nascondono le stelle

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Ricordi , rimpianti di una notte d’aprile

è così piccola talvolta la notte da stare in una mano accartocciata tra le dita a una carezza e il palmo che si chiude                                    il 14 aprile 2003 si spegneva mio Padre

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Uno scarto di vento

d’ottobre si fa culla ogni foglia manto a giacigli nei residui di sera   il silenzio è una madre che accarezza i capelli   morbidi i cirri a velare l’autunno   uno scarto di vento quattro sillabe e un grillo … Continua a leggere

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Il tempo di una foglia

non c’è vita nel limite né limite alla vita soltanto pause sdraiate tra gli zigomi e il tempo di una foglia sulle labbra

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La chiave

L’indifferenza è il sogno di volare nascosto in un cassetto tra la fionda , quattro biglie e una trottola di legno che non sa girare sola eppure l’uomo nasce nudo una zolla di maggese sdraiata sopra il petto tra grano … Continua a leggere

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Ombra d’estate

è ombra d’estate, il tuo sorriso una virgola piantata a dar respiro al verso gomena alla bitta tra le creste del maestrale o solo una farfalla ,sbarazzina tra i capelli spesso la felicità è troppo vicina per farsi notare

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Tra filari ed il cielo

è nello stare sospesa che l’immagine vibra un aquilone tra filari ed il cielo mi riporta quel battito perduto di figlio                                   A mio Padre

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Un bacio

quattro petali di rosso tra le spighe d’agosto acquietano lo sguardo dalla voglia d’infinito

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Sospeso

è nell’ultimo verso che vive la poesia mille volte pensato spiato da un buco e mai scritto davvero brezza, tra pensieri ed il mare lo sguardo a un puntino tra le dita una cicca e il mondo più in là

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Trilogia del ciliegio un soffione e la farfalla spettinata

e cominciarono a cadere come la cenere soffiando sulla brace fuoco d’ortica che bruciava il petto domande tra le dita i tuoi capelli spenti stavamo lì appoggiati a quel ciliegio in mezzo al prato dei ginepri e il sole che … Continua a leggere

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Quando si chiamavano per nome e si stringevano le mani

faceva stringere le mani la sete di libertà abbandonare case amori storie e foto in un cassetto sognare soffrire uniti, anche morire -magari dentro a un fosso ignoto sognatore o in fila sulla piazza come alle scuole, mai finite- ma … Continua a leggere

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