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la forma del vento

  la paura di vivere ha la forma del vento sfiora t’avvolge fa cadere e ti urla e non sai dove nasce e ti chiedi se muore sulle ombre di gozzi lasciati all’arena -di spalle a profili che imbrattano il … Continua a leggere

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Donna

avrei voluto farne quadro con pennellate dense e qualche punto d’acquerello carminio azzurri e gli ocra nell’ondeggio di scirocco nel mezzo, sempre verde l’ulivo secolare e a lato ben in vista la stradina verso casa ma la luce troppo forte … Continua a leggere

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il sapore di ciliegia

ci sono stelle che si vedono solo quando muoiono graffi di luce che strappano il buio striature di polvere vestite di blù le altre invece si vedono sempre -lampioni di strade parapetti di cielo- e non urlano mai quando servono … Continua a leggere

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mangiavo un bignè

non cerco mio padre l’ho detto mille volte alle ombre dei cipressi all’ape che sfugge i fiori sempre verdi a mia madre che l’addobba con tre garofani ogni sera lui preferiva il giallo l’ho visto stamattina maglioncino bianco pantaloni beige … Continua a leggere

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sogno e burattino

la morte l’ha dentro chi ne profila i passi l’ho imparato nel tempo che non c’è mai per tutto nell’ombra del vento che ci disegna l’ansia nel tutto a suo tempo che non è mai domani così mi godo il … Continua a leggere

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urla

come d’autunno tra gli ocra dei castagni così sul mare per ogni petalo che cade un urlo di silenzio

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Anjezë

La chiamano Madre perché ha avuto figli forse troppi per una vita sola forse pochi per traboccarle il cuore li accompagnava a sera soffermandosi al tramonto per abbracciarli al petto le parole sono pula si disperdono col vento lei parlava … Continua a leggere

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Buchi di ragno

Li chiamano sassi Come quelli sui sentieri che si prendono a calci come gli occhi tondi davanti alla dignità perduta come le mani schiaffeggiate dalla terra Li chiamano sassi buchi di ragno dove la vita era succhiata dalle mosche dove … Continua a leggere

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Sale

quando il passo è di neve le mani sono bocche che non sanno più parlare s’intrecciano con un seme stretto ai palmi o si alzano per morire su di un viso l’amore è un’altra cosa, soltanto un’altra cosa

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viticcio imbrunito

viticcio imbrunito di sere assolate tralicci lontani due bulli di legno la penna s’asciuga l’emozione s’attorciglia e un groppo alla gola ti prende per mano  

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Primula di marzo

l’attesa d’essere uomo finisce col vestito buono nell’odore di canfora dalle asole ai bottoni nel passo dei punti velato di novembre e una primula di marzo nel taschino

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Il bambino dal cappellino rosso

portava un cappellino rosso un orsacchiotto tra le mani e non ne ho mai saputo il nome passava con la mamma sorriso triste la chiamavo rideva sopra gli occhi le labbra screpolate qualche mese tra Le spine ti graffiano anche … Continua a leggere

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Un grano sulle ciglia

Non esiste modo, né peso – che finisca come il giorno s’acquieti con la notte fiorisca in primavera o s’accartocci a tardo autunno l’amore esiste al di là del tempo, due lucciole un grano sulle ciglia  

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Girasoli d’agosto ( dedicata a Bethany )

le anime fragili se ne vanno da sole spinte alle spalle da chi ha vuoti da rendere e striscia nel riso a cambiare la pelle almeno la morte ti guarda negli occhi e talvolta ha persino pietà chi lancia il … Continua a leggere

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Nel vestito stretto

eppure, mi basterebbe una goccia soltanto una goccia di cielo per dare un tetto al senso e se sarà tempesta sarò granaglia al vento dalla mano di maggese se sarà di sole sarà ombra d’estate in cui appassire ad ogni … Continua a leggere

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Alberta e il pettirosso

bastano le mani in tasca per far dell’uomo un ceppo tre briciole di pane sul balcone del giorno il senso  

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Ripostigli

case bianche, ordinate dove è facile arrendersi sulla parete, il televisore sembra coprire un buco nessuno lo ascolta ugnuno con le proprie voci in testa a fare a botte con il tempo wanda sfoglia un quaderno c’è un grappolo di … Continua a leggere

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si chiama Luigi

si chiama luigi parla poco e costruisce strade come i romani ha le mani dure sa fare la 0 con il bicchiere e scalpella pietre si fermò una settimana su di un fazzoletto di strada e teresa sorrideva sempre si … Continua a leggere

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sarà

lascia che si senta grande ogni parola che t’uccide colore che t’abbaglia ogni mano che si chiude sarà canto di cicala in mezzo a un fuoco d’ocra o vento sopra i tetti ad imboccare coppi sarà comunque inverno, e spunteranno … Continua a leggere

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e m’addormento accanto

come vento d’estate che scompiglia il grano, fiumano parole a vestire un sentimento nudo ma è in un silenzio che ne respiro il senso la paura si fa brezza l’incognito,semenza e m’addormento accanto

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Cardellini di sabbia

forse, è la paura d’ascoltare i tuoi silenzi che ti fa urlare così tanto d’azzittire un cardellino e solo per un poco di sentirti almeno Dio  

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Foglia d’ottobre

la paura di lasciarti sola è un vento freddo  che si alza, ogni tanto senza bussare mai come stasera seduto sul balcone ad ascoltare e mi rotola come foglia d’autunnopoi mi chiami e s’ammucchia

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Verso radure

non muore mai il desiderio di volare, neanche ad occhi chiusi, un sentiero, d’aghi di pino tra sogni sempre verdi e l’odore acro dell’incenso camminando, verso radure

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Tra le rive

non basta il vento a far del grano mare, nè figlio, dell’uomo padre ma basta questo viola a far degli occhi sabbia, a distiguerci dal cane

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In un angolo di sera ( a Santojanni )

senza vento che morde tra i rami sono i passi a ricordarmi terra – ed è inutile contare stelle per capire quanto è grande il cielo – ad occhi chiusi si disegna meglio  – come stasera cercando un po di … Continua a leggere

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Trimori

lo sguardo si abbassa qualche luce si spegne sotto lo schiaffo di una madre severa spigolando ricordi tra gocce che inaridiscono il cielo e arenarie sedute a guardare nella solitudine di promesse che sporcano come a Natale

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Granaglie

sono piccole cose che ammorbidiscono gli occhi granaglie che danzano al vagliare d’estate e ricadono vita senza farsi notare

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Lara

come un ramo d’ottobre seduto sulle foglie, avvolta in tulle aspettava di volare ma a capo chino è difficile guardare il sole e per me, di pensare a Dio Si combatte davanti al dolore si prega e si bestemmia se … Continua a leggere

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e non mi arrendo

è il tuo calore accanto che asciuga d’umido le sere,   l’unico colore che non teme buio l’ultima certezza prima di sognare,   e bruciano i pensieri   il tempo si fa terra l’emozione quiete   e non mi arrendo … Continua a leggere

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Odore di quiete

bastano briciole di terra per dare ali ad un soffione   l’odore accanto a me che dormi la quiete ad un sobbalzo,   non sempre correre è andare più lontano   di notte si riconoscono le stelle

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Come d’inverno sulla neve

talvolta,   quando è breve il passo tra ricordo e rimpianto   dagli occhi al mento si fa sentiero   come d’inverno sulla neve

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Il mondo in una mano

agli angoli di strada con il freddo per amico,   nelle gocce di una vita scivolate senza voglia   o in mezzo al mare a galleggiare tra due sogni e un Dio lontano   può starci un mondo nella mano … Continua a leggere

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Ombre a tratti

è solo indecenza il bianco e nero della tua “normalità” ombre a tratti nella voce strozzata di un colore a metà le parole al vento fanno del cielo un libro e nascondono le stelle

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Ricordi , rimpianti di una notte d’aprile

è così piccola talvolta la notte da stare in una mano accartocciata tra le dita a una carezza e il palmo che si chiude                                    il 14 aprile 2003 si spegneva mio Padre

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Uno scarto di vento

d’ottobre si fa culla ogni foglia manto a giacigli nei residui di sera   il silenzio è una madre che accarezza i capelli   morbidi i cirri a velare l’autunno   uno scarto di vento quattro sillabe e un grillo … Continua a leggere

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Il tempo di una foglia

non c’è vita nel limite né limite alla vita soltanto pause sdraiate tra gli zigomi e il tempo di una foglia sulle labbra

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La chiave

L’indifferenza è il sogno di volare nascosto in un cassetto tra la fionda , quattro biglie e una trottola di legno che non sa girare sola eppure l’uomo nasce nudo una zolla di maggese sdraiata sopra il petto tra grano … Continua a leggere

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Ombra d’estate

è ombra d’estate, il tuo sorriso una virgola piantata a dar respiro al verso gomena alla bitta tra le creste del maestrale o solo una farfalla ,sbarazzina tra i capelli spesso la felicità è troppo vicina per farsi notare

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Tra filari ed il cielo

è nello stare sospesa che l’immagine vibra un aquilone tra filari ed il cielo mi riporta quel battito perduto di figlio                                   A mio Padre

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Un bacio

quattro petali di rosso tra le spighe d’agosto acquietano lo sguardo dalla voglia d’infinito

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