La madre e il fiume ( genova oggi come ieri) 10-10-2014

Ho sperato fosse un sogno

sembra appesa a un filo
armonico, teso nella pece
un lasso al fango
tra ponti infermi
dove occhi ingabbiati
cercano spazi d’aria
trovando ammucchi
e foglie morte
di confine

è un attimo che scatta
nel frastuono si fa madre
severa, scuote radici
inabissa mari, di rabbia
annega i figli
due schiaffi al viso
lasciano un segno al domani

L’arroganza srotola macigni
semenza nera che divora
cemento grigio tra la pelle
anche il cielo se ne accorge
smania sottovoce,
sogni e virgole nell’acqua
appendono buio alle parole
come in un pozzo d’ombre
rigirare il sole con un dito

e non mi sveglio.

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